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metodo di valutazione della tossicita' dei prodotti antiparassitari
I prodotti fitosanitari esplicano la loro azione causando un effetto di tossicita' verso l'organismo da combattere, questo significa che la loro tossicita' puo' interessare anche l'uomo o gli animali che possono accidentalmente venire in contatto con queste sostanze.
E l'eventuale effetto dannoso che puo' interessare un organismo vivente viene chiamato intossicazione, che puo' essere:
acuta quando gli effetti tossici si manifestano immediatamente dopo aver impiegato il prodotto. Questo e' dovuto all'assorbimento di grandi quantita' di sostanza tossica in un periodo di tempo molto breve.
cronica quando gli effetti si manifestano dopo molto tempo dall'impiego del prodotto. La causa in questo caso e' da imputare al ripetuto assorbimento di piccole quantita' di sostanza tossica in un periodo di tempo lungo.
E' evidente che la divisione tossicologica dei prodotti fitosanitari viene fatta in base alla effettiva' pericolosita' verso l'uomo o gli animali. E va anche ricordato che l'efficacia di un prodotto verso un parassita non e' necessariamente legata alla sua appartenenza ad una particolare classe tossicologica.
I prodotti fitosanitari sono costituiti dal principio attivo che esplica l'azione antiparassitaria, e dai coformulanti che servono per migliorare l'efficacia della sostanza attiva. Ogni prodotto fitosanitario, affinche possa essere commercializzato, viene sottoposto a delle prove di tossicita' (che portano poi alla sua classificazione), il parametro che viene controllato e' la DOSE LETALE (DL50) (per le sostanze gassose si parla di CL50 ossia CONCENTRAZIONE LETALE). Questa rappresenta la quantita' di sostanza che, se ingerita o assorbita, causa la morte del 50% del campione degli animali da laboratorio.
Ossia, volendo commercializzare un nuovo prodotto, uno dei passi e' stabilire la DL50, presa la sostanza attiva, questa viene somministrata a dosi crescenti a diversi campioni di animali (facciamo per comodita' che ogni campione sia composto da 100 cavie), nel momento in cui una certa dose della sostanza uccide il 50% del campione si definisce tale parametro (conveniamo che l'uso di animali per simili esperimenti e' deprecabile e come tutti confidiamo nella possibilita', se realizzabile, di utilizzare altri mezzi).
Nelle confezioni di antiparassitari la DDL50 e' espressa in mg di sostanza ingerita per chilogrammo di peso corporeo della cavia, per cui se si trova scritto in un primo prodotto DL50: 40mg e in un secondo prodotto DL50: 400mg, e' evidente che il primo e' piu' tossico del secondo, perche' bastano solo 40mg per causare la morte del 50% del campione rispetto al secondo prodotto la cui dose deve arrivare a 400mg per causare lo stesso effetto.
La Dose Letale indica soltanto la tossicita' acuta, ossia quella immediata e non quella cronica (che avviene nel lungo periodo e a piccole dosi), potrebbe paradossalmente accadere che un prodotto con DL50 alta, ossia bassa tossicita' acuta, abbia una elevata tossicita' cronica.
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