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E' ormai opinione comune che l'uso, spesso, indiscriminato di antiparassitari ha portato ad uno sconvolgimento degli equilibri esistenti in natura arrivando a minacciarne l'integrita' e con essa la nostra salute. Ormai da alcuni anni si e' usciti da una pura fase sperimentale e con successo si applicano tecniche nuove di lotta contro i parassiti delle piante. Alla lotta chimica si e' affiancata la lotta biologica e la lotta biotecnologica.

Sappiamo che in un ecosistema naturale, dove interagiscono esseri viventi tra loro e l'ambiente in cui vivono, esistono dei rapporti molto delicati che consentono il piu' delle volte di mantenere una certa stabilita' tra i vari organismi. Quando ci troviamo di fronte ad ambienti creati dall'uomo, dai campi agricoli, al semplice balcone di casa questi equilibri vengono meno, il numero di piante attaccate da parassiti aumenta, aumentano i danni, aumentano i parassiti e la loro forza e inesorabilmente diminuiscono i fattori naturali di controllo.

Una delle cause e' sicuramente l'uso di sostanze chimiche che da un lato hanno portato alla selezione di specie parassite sempre piu' resistenti (immagginate un pugile professionista dopo anni di attivita' sara' molto piu' portato ad assorbire i colpi rispetto a un principiante), dall'altro hanno ridotto sempre di piu' l'attivita' di insetti e altri animali predatori dei parassiti.

Oggi le nuove tecnologie e un maggior senso di responsabilita' stanno spostando verso pratiche meno dannose o addirittura innocue. Per cui si e' passati dai primi fitofarmaci che uccidevano qualunque cosa a prodotti sempre piu' selettivi fino all'uso di tecniche completamente nuove che non utilizzano alcuna sostanza chimica.

E' bene precisare che la lotta biologica ha dato buoni risultati in alcuni casi (ossia su alcuni parassiti) ma in altri no, sono tecniche costose, difficilmente attuabili in campo domestico e per lo piu' adatte in zone protette come le serre, e che l'agricoltura moderna spesso si avvale di piu' mezzi, non escludendo anche quelli chimici al fine di ottimizzare le pratiche fitoiatriche.


lotta biologica 

per chi vuole saperne di piu'!
   tecniche di lotta biotecnologica
   tecniche di lotta biologica


tecniche di lotta biotecnologica

Nel settore della difesa delle piante si distinguono tecniche biotecnologiche basate su:

 uso di feromoni (trappole sessuali, disorientamento)
i feromoni sono delle sostanze prodotte e secrete da alcune ghiandole e servono per lo piu' come fonte di segnalazione tra gli insetti di una stessa specie (avviene anche tra gli animali), si puo' considerare una sorta di messaggero chimico.

Questi messaggi possono essere di aggregazione (ossia spingono chi li riceve a riunirsi verso l'insetto che lo ha prodotto), di dispersione (veri e propri segnali di allarme che spingono chi li riceve ad allontanarsi dalla zona), di riconoscimento (per riconoscere gli appartenenti alla stessa specie, una sorta di saluto in codice diverso da specie a specie), e sessuali (consentono l'incontro e l'accoppiamento).

E' facile intuire quali benefici possa avere la conoscenza di queste sostanze, va detto che non e' cosi' semplice la sua attuazione, e che i migliori risultati si sono avuti utilizzando feromoni sessuali.

Fondamentalmente vengono usati per tre scopi specifici, il monitoraggio delle specie dannose presenti e la loro quantita', al fine di decidere se attuare la lotta chimica oppure no (questo monitoraggio avviene con l'uso di trappole di vario tipo contenenti i feromoni attrattivi), oppure con l'uso di vere e proprie trappole per l'eliminazione massiccia dei parassiti, questa si attua utilizzando il richiamo di feromoni femminili sui maschi che vengono cosi' spinti nelle trappole riducendo al minimo la possibiliata' di accoppiamenti. Va puntualizzato su questa tecnica che, ha successo solo in ambienti chiusi o comunque dove non c'e' possibilita' di grossi spostamenti del parassita, mantiene il livello di danno su solgie di accettabilita' non lo elimina del tutto quindi, non funziona in quelle specie che si riproducono per partenogenesi , senza accoppiamento tra maschio e femmina (ad esempio gli afidi). Ultimo utilizzo e' il disorientamento, innondare di ormoni sessuali provoca una certa impossibilita' per i maschi di intercettare le femmine e quindi di accoppiarsi, anche in questo caso possono valere le considerazioni fatte prima.

 uso dell'autocidio (tecnica del maschio sterile)
fondamentalmente si basa sull'immissione di maschi sterili che entrano in competizione con quelli fertili riducendo la possibilita' di procreare. Le limitazioni principali di questo metodo sono varie, i costi per l'allevamento e la sterilizzazione dei maschi, questa avviene attraverso radiazioni o sostanze chimiche (coi rischi che ne possono conseguire per le altre specie), e l'affidabilita' dell'intervento che richiede massicce immissioni di insetti sterilizzati, competizione sessuale di questi con quelli fertili, monogamia delle femmine, ambienti ristretti ove non siano possibili migrazioni di insetti fertili da altre zone, insetti che non si riproducano anche per partenogenesi.

 uso di regolatori dello sviluppo
si basa sulla possibilita' di interferire sui processi di sviluppo degli insetti. A differenza di alcuni insetticidi tradizionali questa alterazione avviene in modo estremamente selettivo (ossia solo sulla specie dannosa che interessa)e piu' precisamente in due fasi essenziali, la muta ossia il momento in cui viene abbandonato il vecchio tegumento di rivestimento, e la metamorfosi ogni trasformazione che l'insetto deve compiere per raggiungere lo stato adutlo (uova, larve, ecc). Ci sono alcune sostanze utilizzate in grado di sconvolgere i processi biologici degli insetti, ma le difficolta' maggiori sul loro ampio utilizzo sono ancora di ordine tecnico ed economico.

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tecniche di lotta biologica

Si basa sull'utilizzo e il favorimento dei predatori o degli antagonisti naturali.Gia' in sperimentazione da molti anni ha avuto uno slancio in questi ultimi periodi per i motivi gia' accennati in precedenza.

L'ambito di intervento copre insetti parassiti, crittogame, e erbe infestanti ma va precisato che non tutte sono sensibile allo stesso modo, in alcuni casi non lo sono affatto. Tra le principali limitazioni troviamo:
- difficolta' di controllare tutti gli organismi dannosi;
- possibilita' che l'intervento non riesca a contenere, limitare o annullare i danni;
- l'azione avviene in tempi lunghi;
- il successo e' facilitato in ambienti chiusi o controllati.


Ne consegue che il suo uso sia limitato, e attuabile in casi specifici e particolari.

Attualmente la lotta biologica viene attuata con l'uso di predatori naturali (uccelli, o insetti), agenti patogeni (funghi, batteri, virus).
Un esempio classico e' l'utilizzo del Bacillus thuringiensis un batterio molto utilizzato in grado di produrre una tossina letale per l'insetto (per lo piu' lepidotteri).

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