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tecniche di lotta biotecnologica
Nel settore della difesa delle piante si distinguono tecniche biotecnologiche basate su:
uso di feromoni (trappole sessuali, disorientamento) i feromoni sono delle sostanze prodotte e secrete da alcune ghiandole e servono per lo piu' come fonte di segnalazione tra gli insetti di una stessa specie (avviene anche tra gli animali), si puo' considerare una sorta di messaggero chimico.
Questi messaggi possono essere di aggregazione (ossia spingono chi li riceve a riunirsi verso l'insetto che lo ha prodotto), di dispersione (veri e propri segnali di allarme che spingono chi li riceve ad allontanarsi dalla zona), di riconoscimento (per riconoscere gli appartenenti alla stessa specie, una sorta di saluto in codice diverso da specie a specie), e sessuali (consentono l'incontro e l'accoppiamento).
E' facile intuire quali benefici possa avere la conoscenza di queste sostanze, va detto che non e' cosi' semplice la sua attuazione, e che i migliori risultati si sono avuti utilizzando feromoni sessuali.
Fondamentalmente vengono usati per tre scopi specifici, il monitoraggio delle specie dannose presenti e la loro quantita', al fine di decidere se attuare la lotta chimica oppure no (questo monitoraggio avviene con l'uso di trappole di vario tipo contenenti i feromoni attrattivi), oppure con l'uso di vere e proprie trappole per l'eliminazione massiccia dei parassiti, questa si attua utilizzando il richiamo di feromoni femminili sui maschi che vengono cosi' spinti nelle trappole riducendo al minimo la possibiliata' di accoppiamenti. Va puntualizzato su questa tecnica che, ha successo solo in ambienti chiusi o comunque dove non c'e' possibilita' di grossi spostamenti del parassita, mantiene il livello di danno su solgie di accettabilita' non lo elimina del tutto quindi, non funziona in quelle specie che si riproducono per partenogenesi , senza accoppiamento tra maschio e femmina (ad esempio gli afidi). Ultimo utilizzo e' il disorientamento, innondare di ormoni sessuali provoca una certa impossibilita' per i maschi di intercettare le femmine e quindi di accoppiarsi, anche in questo caso possono valere le considerazioni fatte prima.
uso dell'autocidio (tecnica del maschio sterile) fondamentalmente si basa sull'immissione di maschi sterili che entrano in competizione con quelli fertili riducendo la possibilita' di procreare. Le limitazioni principali di questo metodo sono varie, i costi per l'allevamento e la sterilizzazione dei maschi, questa avviene attraverso radiazioni o sostanze chimiche (coi rischi che ne possono conseguire per le altre specie), e l'affidabilita' dell'intervento che richiede massicce immissioni di insetti sterilizzati, competizione sessuale di questi con quelli fertili, monogamia delle femmine, ambienti ristretti ove non siano possibili migrazioni di insetti fertili da altre zone, insetti che non si riproducano anche per partenogenesi.
uso di regolatori dello sviluppo si basa sulla possibilita' di interferire sui processi di sviluppo degli insetti. A differenza di alcuni insetticidi tradizionali questa alterazione avviene in modo estremamente selettivo (ossia solo sulla specie dannosa che interessa)e piu' precisamente in due fasi essenziali, la muta ossia il momento in cui viene abbandonato il vecchio tegumento di rivestimento, e la metamorfosi ogni trasformazione che l'insetto deve compiere per raggiungere lo stato adutlo (uova, larve, ecc). Ci sono alcune sostanze utilizzate in grado di sconvolgere i processi biologici degli insetti, ma le difficolta' maggiori sul loro ampio utilizzo sono ancora di ordine tecnico ed economico.
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