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aracnofobia

I temibili ragnetti rossi sono in agguato, conosciamoli e cerchiamo di difenderci.


Erroneamente si tende ad accumunare i temibili acari ai comuni insetti, in realta' sono degli aracnidi quindi strettamente imparentati con i ragni.

Sono numerosi i generi che interessano purtroppo le piante, tutti con nomi latini spesso difficili da ricordare, in comune pero' hanno lo sviluppo, i danni, la lotta. Il piu' noto e' sicuramente in genere Tetranychus di cui fa parte il T. urticae un acaro che attacca un'infinita' di versa di piante.

le caratteristiche

Gli acari rappresentano un ordine molto grande, esistono infatti piu' di 20.000 specie diverse, tutte con caratteristiche piu' o meno simili, dimensioni molto ridotte, circa 0,5 mm, corpo globoso o un po' allungato, 4 paia di zampe (come i comuni ragni), e un colore caratteristico, rossiccio per lo piu' ma anche giallo. Le specie fitofaghe, cioe' che attaccano le piante, hanno sessi separati, i maschi solitamente sono un po' piu' piccoli delle femmine, e depongono le uova da cui nasce una larva con tre paia dizampe. Nell'arco dell'anno si possono avere anche 10 generazioni diverse, ma in certi casi, come ad esempio all'interno delle serre o in casa, il numero delle generazioni puo' essere di molto superiore e questo per le particolari condizioni ambientali molto favorevoli allo sviluppo di questi insetti.


i danni che causano

In generale attraverso il loro apparato boccale gli acari attaccano i tessuti teneri prediligendo foglie e germogli, piu' raramente fiori e frutti. Attraverso la loro puntura riescono a nutrirsi del contenuto delle cellule, il risultato e' che la vegetazione risulta stentata, senza vigore e con un aspetto d'insieme triste e una colorazione verde grigiastra. Si ha un arresto della crescita delle piante, sparsi disseccamenti, e anche delle malformazioni dei tessuti.

Se si guarda con occhio attento si noteranno nella pagina inferiore delle foglie dei puntini scuri e delle sottili ragnatele.


come difendersi
Come spesso accade con molti tipi di insetti l'uso massiccio di antiparassitari ha, nel tempo, causato una maggior resistenza di questi fitofagi, e se questa situazione si fa risentire nelle coltivazioni commerciali non e' meno pesante nelle coltivazioni domestiche dove non e' possibile, per ovvie ragioni, l'uso di prodotti sempre piu' tossici.

Qualche cosa si puo' fare con la prevenzione, intervenendo appena le piante sono attaccate, un controllo attento delle piante piu' suscettibili all'attacco degli acari sarebbe opportuno non appena le condizioni climatiche cominciano a volgere verso il caldo asciutto. In condizioni particolari, come avviene all'interno delle case, pero' queste condizioni che si verificano per lo piu' in primavera estate possono presentarsi anche in altri momenti dell'anno.

Come detto in precedenza ai primi sintomi di attacco e' bene intervenire con prodotti specifici detti acaricidi, e nel caso sia necessario ripetere gli interventi antiparassitari sara' bene cambiare il principio attivo utilizzato. Tali prodotti agiscono in modo diverso per lo piu' per asfissia o inducendo la sterilita' alle femmine.

Buoni risultati sembra dare anche la lotta biologica per lo piu' attraverso l'utilizzazione di un altro acaro il Phytoseiulus persimilis, in grado di parassitizzare tutte le forme di acari fitofagi; ma come spesso indicato questi metodi necessitano di condizioni particolari affinche abbiano davvero effetto, spesso il costo e' elevato e i risultati possono non essere del tutto soddisfacenti. In ogni caso se ci si vuole avvicinare a questo tipo di lotta bisogna essere sicuri che nelle piante che andranno trattate non vi siano tracce di residui di trattamenti antiparassitari, che l'introduzione del predatore avvenga ai primi segni di attacco del fitofago, ma non troppo presto altrimenti le prede potrebbero essere troppo poche per favorire la diffusione del predatore.


Un altro metodo forse fin troppo empirico ma utile se ad essere attaccata e' una sola pianta magari con foglie piuttosto grandi, e' quella di passare sulle foglie stesse, soprattutto nella pagina inferiore un panno di cotone imbevuto di alcol, avendo cura di rimuovere i puntini, ossia gli insetti, presenti e le ragnatele anche nelle attaccature delle foglie e nelle zone meno visibili, magari intervenendo di nuovo a distanza di qualche tempo.


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