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ghiotti da far paura

che siano piante da esterno o da interno poco importa, i danni dell'Oziorrinco sono comunque ingenti


la parola all'entomologo

 L'Oziorrinco appartiene all'ordine dei Coleotteri e alla famiglia dei Curculionidi.
 Rispetto alla stragrande maggioranza dei Coleotteri, l'Oziorrinco possiede delle ali metatoraciche piuttosto ridotte o addirittura assenti.
 Si tratta di specie polifaghe, ossia in grado di nutrirsi di diversi tipi di piante.
 L'adulto e' di colore scuro quasi nero, corpo globoso e presenta due antenne tipicamente angolate.
 Ogni femmina e' in grado di deporre fino a 500 uova.
 Le larve sono di colore bianco e con corpo piuttosto globoso, hanno tre paia di zampe raggruppate nella parte anteriore del corpo.
 Le larve vivono nel terreno nei primi 20 cm di profondita' nutrendosi di un grandissimo numero di radici di specie diverse.

Dell'oziorrinco ne esistono diverse specie diffuse in quasi tutta l'Europa e in molte altre parti del mondo, i danni che causano a numerosissime specie diverse sono piuttosto ingenti e vemgono causati sia dagli adulti che dalle larve che vivono nel terreno.

Gli adutli si nutrono delle foglie causando delle tipiche rosicchiature di forma semicircolare. Nel controllo quotidiano delle piante difficilmente si potranno vedere all'opera infatti questi insetti prediligono le ore notturne per compiere le loro devastazioni.

La presenza di attacchi da parte degli adulti di questo insetto deve essere motivo di una certa preoccupazione per quello che le larve potranno causare alle radici.


il ciclo della vita

Puo' essere utile conoscere a grandi linee il ciclo biologico compiuto da questi coleotteri, questo un po' per prevedere i possibili attacchi e soprattutto per pianificare i giusti interventi.

E' bene pero' fare una distinzione tra gli insetti che vivono all'aperto e quelli che compiono il proprio ciclo biologico in ambiente protetto, come le serre e a scapito delle piante d'appartamento.

Partiamo dalla situazione che si ha in ambiente naturale: in primavera inoltrata gli adulti cominciano i primi attacchi, in questo periodo avviene anche l'accoppiamento che ha il culmine con la deposizione delle numerosissime uova da maggio fino al finire dell'estate. Le larve che ne vengono fuori si troveranno tutto a poca profondita' nel terreno e vicine alle radici. Si nutrono delle radici stesse arrivando anche a rosicchiare il colletto delle piante e causando danni anche piuttosto gravi, arrivando anche alla morte delle piante, la loro maturazione comincia alla fine di Settembre, molto dipende dalla situazione ambientale e, se la temperatura rimane alta, si protrae per un paio di settimane, in caso contrario i tempi si allungano un po', in questo periodo prendono il nome di pupe. Solo verso la fine dell'autunno si trasformeranno in insetti adulti capaci di passare il periodo invernale anche con temperature di alcuni gradi sotto lo zero e con periodi piuttosto lunghi di digiuno.

In luogo protetto questo ciclo e' spostato in avanti di circa quattro o cinque mesi. Il risultato piu' evidente e' che i danni all'aperto si hano per lo piu' in estate, in appartamento o in serra invece in inverno.


quanti danni

Come si e' visto i danni sono piuttosto evidenti e anche profondi al punto in cui non e' difficile che le piante attaccate siano portate alla morte.

Gli adulti colpiscono le foglie con profonde erosioni dalla forma piuttosto tipica, il danno che causano e' per lo piu' di tipo estetico anche se diffuso al punto da portare a uno stato generale di sofferenza tutta la pianta. I nemici piu' temibili invece sono le larve, infatti colpiscono le radici a cominciare da quelle piu' tenere per poi arrivare via via a quelle piu' grosse. Sono in grado anche di raggiungere il colletto dove il vero danno e' dovuto all'interruzione del flusso della linfa elaborata che viene arrestato dalla distruzione dei vasi conduttori. La conseguenza prevedibile e piu' temuta e' la morte della pianta, morte che peraltro sopraggiunge in modo repentino, infatti per alcuni mesi la pianta e' in grado di sostenersi attraverso le sostanze di riserva che ha e per le poche che ancora riescono a fluire, per poi disseccare improvvisamente.


il tempo della lotta

Sperare di combattere gli adulti e' un'impresa piuttosto ardua, sia perche' spesso come gia' detto si nutrono per lo piu' nelle ore notturne e sia perche' anche utilizzando prodotti chimici molto persistenti questi insetti sono in grado di resistere senza mangiare per moltissimo tempo, sicuramente piu' a lungo di quanto un normale prodotto antiparassitario sia in grado di rimanere attivo.

Se l'attacco e' isolato a una o poche di piu' piante in vaso, ad esempio, si puo' anche intervenire manualmente scuotendo le piante e eliminando ogni adulto, questo intevento va comunque fatto nelle ore notturne.

Piu' utile e' sicuramente la lotta contro le larve, si interviene ai primi attacchi con geoinsetticidi, ossia prodotti liquidi o in polvere, da sciogliere in acqua o da usare come tal quali e da interrare nel terriccio.

E' bene che il prodotto raggiunga anche gli stati piu' profondi del terreno, infatti le larve hanno la brutta tendenza, in presenza di sostanze pericolose per loro, di andare a rifugiarsi piu' in profondita' aspettando, anche senza nutrirsi, che il pericolo passi.

Buoni prodotti sono quelli liquidi, o comunque da sciogliere, che sono in grado piu' facilmente di raggiungere gli strati piu' profondi del terreno. Se le piante da trattare sono in vaso sarebbe bene lasciare il sottovaso affinche' il prodotto esca dal foro di scolo del vaso e non vada disperso.


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